La conferenza, organizzata in collaborazione con Carmine Resistente ’26 – XII Edizione, Sezioni ANPI “Caduti di Piazza Rovetta”, tende a mettere in luce le valenze simboliche e propagandistiche dell’arte del fascismo, che è stato un regime alla continua ricerca del consenso delle masse popolari, utilizzando la cultura, l’urbanistica, l’architettura, la scultura e la pittura monumentali per diffondere i principi e i valori reazionari del suo potere dittatoriale e oppressivo. Sarà presentato il video dell’Aref dal titoloArte e potere. I simboli della forza, la forza dei simboli, che mostra gli interventi del fascismo a Brescia durante il Ventennio. Le trasformazioni imposte nella riorganizzazione della città e l’uso delle manifestazioni culturali e artistiche, ma anche il controllo dei servizi sociali e del tempo libero, sono stati gli strumenti del regime per alleare la piccola e media borghesia al potere vigente.
conferenza a cura di Giuseppe Bozzo rassegna a cura di Mauro Montalbetti
Quando pensiamo all’opera italiana dell’Ottocento, immaginiamo soprattutto i grandi compositori e i loro capolavori. Ma dietro la fortuna di queste opere c’è anche il lavoro, spesso invisibile, degli editori musicali.
Questo intervento intende raccontare come l’editoria abbia avuto un ruolo fondamentale non solo nel diffondere la musica, ma anche nel determinarne la forma e nel costruire il repertorio che ancora oggi ascoltiamo nei teatri. In un’epoca in cui le opere venivano frequentemente adattate alle esigenze dei diversi teatri e interpreti, le edizioni a stampa rappresentarono uno strumento fondamentale per stabilizzare la musica e favorirne la diffusione nazionale e internazionale. Tuttavia, questo processo non fu neutrale: scelte editoriali, revisioni, tagli e ristampe influenzarono la forma delle opere e orientarono la loro ricezione nel tempo. Attraverso alcuni esempi, si mostrerà come gli editori abbiano agito come veri mediatori tra compositori, impresari e pubblico, influenzando nel tempo la selezione delle opere destinate a restare in repertorio. L’opera ottocentesca emerge così non solo come creazione individuale, ma come risultato di un intreccio di scelte artistiche, pratiche e commerciali che ne hanno modellato la storia.
Giuseppe Bozzo è laureato in Storia e Filosofia all’Università della Calabria. Nel 2020 ha conseguito il Diploma Accademico di secondo livello in Fisarmonica con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore nel Conservatorio “G. Martucci” di Salerno. Nel 2025 ha conseguito il Diploma Accademico di secondo livello in Discipline storiche, critiche e analitiche della musica con il massimo dei voti nel Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Nel 2024 ha ottenuto una borsa di mobilità (a Madrid) nell’ambito del progetto di ricerca Roma: crocevia delle arti tra Seicento e Novecento. Ha inoltre ricevuto una borsa di ricerca per lo studio delle fonti musicali e archivistiche della Chiesa di Santa Maria in Monserrato degli Spagnoli a Roma. È attualmente dottorando nei Conservatori “G. Briccialdi” di Terni e “O. Respighi” di Latina.
𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗔𝗿𝗲𝗳 | 𝗱𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟮𝟵 𝗺𝗮𝗿𝘇𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 | 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟴 conferenza a cura di 𝗥𝗶𝗻𝗮𝗹𝗱𝗼 𝗖𝗮𝗽𝗿𝗮
Il nuovo appuntamento della rassegna Arte & Mercato è dedicato alla fotografia che è l’invenzione prediletta della rivoluzione industriale, è la modernità. È proteiforme, può essere riproduzione automatica del reale, documento incontrovertibile o espressione artistica riproducibile all’infinito, ma sconta un’insanabile ambiguità in tutte le sue espressioni. Quando la maneggi non sai mai veramente cosa hai in mano, se non che è funzionale alla borghesia che la usa in modo manipolatorio.
Di certo la fotografia è una merce, anche fisica, che nasce per il mercato ed è nel mercato sin dalla sua nascita. In tutte le sue declinazioni – cronaca, ritratto, ricerca artistica ed estetica – è sempre parte del meccanismo di accumulazione del capitale e dell’espressione visiva della classe dominante. Dove c’è fotografia c’è mercato.
ingresso libero con prenotazione
informazioni e prenotazioni e-mail: info@aref-brescia.it telefono: 030.3752369 – 333.3499545
Sabato 14 marzo alle ore 18 presso la Galleria di SpazioAref si inaugura la mostra 25 anni di arte contemporanea all’Aref, una collettiva con 17 artisti: Claudio Avigo, Gabriele Bastianon, Nicola Biondani, Vera Bugatti, Alessandro Bulgarini, Gioxe De Micheli, Diego Finassi, Giuseppina Fontana, Alessandro Gabbia, Claudia Manenti, Marco Manzella, Tiziano Masini, Walter Pescara, Stefano Santi, Andrea Sciola-König, Osvaldo Vezzoli e Roberto Visani.
L’esposizione rimarrà aperta ad ingresso libero fino al 3 maggio 2026, dal giovedì alla domenica dalle 16 alle 19.30.
La mostra collettiva ospita un gruppo eterogeneo di artisti che, nei 25 anni di vita dall’Aref, hanno esposto una o più volte presso la Galleria di SpazioAref. Saranno presenti opere di 14 pittori e 3 scultori, per un insieme di linguaggi visivi che riflette la ricchezza delle ricerche artistiche contemporanee. Gli artisti selezionati coprono un arco generazionale ampio, con un’età che va dai quaranta agli ottant’anni: una pluralità che non solo testimonia la varietà delle poetiche, ma restituisce il tentativo di un dialogo tra le diverse generazioni di artisti. La mostra rappresenta una rassegna delle personalità che in questi 25 anni di attività hanno animato la galleria, ed è anche l’esito di un progetto più ampio: il tentativo di aggregare attorno all’Aref un vero e proprio collettivo di artisti, un nucleo creativo che potesse essere un laboratorio in relazione costante con la città e con il pubblico. Dal 2001 ad oggi gli artisti sono stati accolti sulla base della loro serietà professionale, della solidità del loro percorso e del progetto culturale che ciascuna mostra era in grado di portare avanti.
La mostra è realizzata con il sostegno di
Durante la mostra si realizzano visite guidate su prenotazione (info@aref-brescia.it)
fino al 3 maggio ingresso libero da giovedì a domenica dalle 16 alle 19.30
Il logo del 25° è stato realizzato in collaborazione con gli studenti della classe 5K dell’indirizzo Grafica e Comunicazione dell’I.I.S.S. “Luigi Bazoli – Marco Polo” di Desenzano del Garda.
ARTE E MERCATO | Grandi mercanti e galleristi promotori di correnti artistiche
SpazioAref | domenica 8 marzo 2026 | ore 18
conferenza a cura di Fabiana Verrillo
In epoca capitalistica l’arte in voga diviene l’espressione del moderno mercato; i grandi mercanti e i galleristi internazionali a fine ‘800 e nella prima metà del ‘900, definiscono, patrocinano e quindi in ultima analisi creano le moderne e più celebri correnti artistiche. Gli esempi sono conosciuti e numerosi: i fratelli Grubicy lanciano sul mercato i pittori italiani divisionisti, Paul Durand-Ruel e Ambroise Vollard in Francia gli impressionisti, Daniel-Henry Kahnweiler i cubisti e gli astrattisti, per giungere fino a Peggy Guggenheim e Leo Castelli e la loro commercializzazione dell’astrattismo americano e le nuove correnti artistiche nel dopoguerra.
ingresso libero con prenotazione
per informazioni e-mail: info@aref-bresca.it telefono: 030.3752369 – 333.3499545
Nel XXI secolo, anche la musica indipendente (indie) italiana si trova al crocevia tra aderenza e sopravvivenza, tra espressione artistica e dinamiche di mercato sempre più invasive. In un’epoca in cui anche il suono è merce, viene da chiedersi: quali musiche sono ancora possibili? Quali spazi di verità restano in un sistema governato da algoritmi, immagini e capitali? La logica del capitalismo ha assorbito la musica dentro le sue dinamiche di consumo, trasformandola in contenuto. I brani non sono più atti espressivi, ma unità monetizzabili, confezionate per la piattaforma, pensate per la playlist, progettate per un ascolto conteggiabile. L’indipendenza, un tempo sinonimo di libertà creativa, è oggi spesso solo una maschera estetica: anche gli artisti “alternativi” sono immersi in un sistema che premia la visibilità, l’adesione a tendenze, la produttività costante. Nel dominio delle piattaforme di streaming, è l’algoritmo a decidere chi emerge e chi scompare. Questo meccanismo invisibile premia ciò che è già riconoscibile, ripetibile, conforme. L’artista diventa così ostaggio dell’ingranaggio, costretto a pubblicare con frequenza, adattarsi a generi “scansionabili” e pensare la musica come oggetto ottimizzato per l’interfaccia. L’algoritmo non ascolta: filtra, classifica, indirizza. È un orecchio senz’anima.
Nonostante queste dinamiche pervasive, esistono ancora traiettorie che sfuggono al controllo. Micro-label, circuiti locali, collettivi, progetti ibridi tra poesia, teatro e sound art: isole di senso che scelgono il tempo lungo, la marginalità, la profondità.
Saverio Beccaccioli è dottorando nei Conservatori di Terni e di Ravenna. È laureato in Musicologia alla Sapienza Università di Roma e diplomato in Trombone rinascimentale (I e II livello) al Conservatorio “G. Briccialdi” di Terni. Ha partecipato a convegni in Italia, Malta e Portogallo. Ha tenuto seminari all’Università La Sapienza di Roma, Università degli Studi della Tuscia e Conservatorio “G. Verdi” di Ravenna. Ha pubblicato articoli e saggi per diverse riviste accademiche. Ha tenuto un talk di carattere musicologico alla Fondazione Varrone (Rieti 2025), Club Tenco (San Remo 2025), Torrione Jazz Club (Ferrara 2025), Abbey Rocchi Studio (Roma 2025), Teatro PalArte (Fabrica di Roma 2024/2025), Piccole Serenate Notturne Festival (Viterno 2024), Teatro del Combattente (Collevecchio 2023). Ha inciso per Rai, Mediaset, Sky Cinema, Prime Video. Si è esibito con ensembles sinfonici in Belgio, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Svizzera.
ARTE E MERCATO | La genesi del mercato dell’arte nel secolo XIX: le esposizioni, i generi e gli acquirenti
SpazioAref | domenica 8 febbraio 2026 | ore 18
conferenza a cura di Roberto Ferrari
La conferenza ha la finalità di porre al centro l’invadenza del mercato nella realizzazione e distribuzione del prodotto artistico, trasformato in merce e come tale vincolato dalle leggi della distribuzione mercantile. Il profitto commerciale regola e vincola i sistemi dell’arte sin dalla seconda metà del secolo XIX, i cui protagonisti – artisti, critici, mercanti e galleristi – divengono degli agenti della circolazione della “merce arte”.
Le grandi Esposizioni Internazionali e Nazionali sorte nell’800 costituiscono un corollario di prestigio alle presentazioni dell’industrializzazione capitalistica, ma rappresentano anche una vetrina della nascente estetica dominante. Le Esposizioni Accademiche di Brera sono un campione fondamentale per analizzare i generi, i compratori, i critici e l’editoria che caratterizzeranno la nascente arte italiana alle soglie del ‘900.
Vi presentiamo un video realizzato in occasione della mostra commemorativaEmilio Rizzi | 1881–1952. Ritrattista di donne, a cura della Fondazione Aref ETS, ospitata presso la Galleria di SpazioAref. L’esposizione, che presenta oltre venti opere significative del pittore, dedicate in particolare al tema della figura femminile, fulcro della sua ricerca artistica, rimarrà aperta fino all’8 marzo 2026.
Il video ripercorre la vita e il percorso pittorico di Emilio Rizzi, dalla formazione all’Accademia di Brera agli anni trascorsi tra Roma e Parigi, fino alla maturità artistica vissuta a Brescia. Un racconto che accompagna lo spettatore alla scoperta di un artista colto e sensibile, protagonista discreto ma rilevante della pittura italiana del Novecento.
La Fondazione Aref ETS – Fondazione Artisti Emilio Rizzi e Giobatta Ferrari Ente del Terzo Settore – nel 2026 festeggia i venticinque anni di attività, essendo stata fondata nel giugno del 2001 dagli eredi Ferrari e da Miretta Rizzi.
Siamo orgogliosi di presentare il nuovo logo del 25° anniversario realizzato in collaborazione con gli studenti della classe 5K dell’indirizzo Grafica e Comunicazione dell’I.I.S.S. “Luigi Bazoli – Marco Polo” di Desenzano del Garda.